Batterie: perché usarle conviene

Da sempre usate nella vita quotidiana, le batterie rappresentano la principale fonte di energia con cui è possibile mettere in moto o attivare telefoni, giochi, computer, e tanti altri elettrodomestici che si usano ogni giorno in casa.

Come si usano le batterie

Le battere non sono altro se non dei piccoli contenitori di energia provocata da una reazione chimiche che libera elettroni, infatti se si nota come è fatta una batteria ci si accorgerà subito della presenza di un polo positivo e di un polo negativo che è importante identificare nel momento in cui deve essere inserita all’interno di qualsiasi apparecchio dato che i due poli vanno immessi in un certo modo altrimenti la batteria rischia di non funzionare. Questo accade perché gli elettroni sono raccolti nella parte basse della batteria e non si muovono se non si collega il polo negativo a uno positivo. La reazione chimica che produce elettroni si ottiene quando il polo negativo viene collegato al positivo per cui gli elettroni prodotti viaggiano da un polo all’altro causando una reazione chimica che produce altri elettroni.

Oggi le batterie sono prodotte con vari materiali, per esempio ci sono le batterie in zinco-carbone, le batterie alcaline che utilizzato elettrodi di zinco e manganese-ossido, le note batterie al litio usate nelle macchine fotografiche, mentre le batterie al piombo si trovano nelle automobili e si tratta di batterie ricaricabili che sono formate da elettrodi di piombo e di ossido di piombo. Anche le batterie al nickel-cadmio sono ricaricabili ma nel tempo diminuiscono la loro durata, mentre quelle agli ioni di litio si caratterizzano per la leggerezza per questo sono ormai usate nell’informatica come batterie per i computer portatili e per i cellulari anche perché ricaricabili facilmente.

Perché è importante la manutenzione delle batterie

Come detto nel momento in cui si devono inserire le batterie all’interno di un qualsiasi apparecchio bisogna rispettare una certa configurazione perché vanno inserite in modo diverso da apparecchio ad apparecchio, per esempio a volte vanno immesse l’una dietro l’atra altre volte è possibile doverle mettere una affianco all’altra. Ciò significa proprio che in base alla loro disposizione si otterranno dei risultati diversi sia per quanto riguarda il voltaggio che l’amperaggio.

Nel caso in cui non si utilizzino dopo diverso tempo le batterie vanno conservate in posti asciutti e non soggetti a forti sbalzi di temperatura, in queste condizioni infatti sarebbe possibile conservarle intatte fino a otto mesi. Esistono poi batterie ricaricabili, come accennato, ed esistono delle regole anche per tenere in vita tali tipi di batterie, come per esempio non ricaricarle se non risultano completamente scariche, anche se l’energia rimasta è poca bisogna attendere che la batteria si scarichi del tutto prima di metterla in carica nuovamente altrimenti potrebbe iniziare a perdere colpi ed esaurirsi in breve tempo.

Quando diventa indispensabile avere un Tagliacapelli

Oggi gli impegni lavorativi permettono di rado agli uomini in carriera di ritagliarsi il tempo per il barbiere, per cui sono in molti a decidere di tagliarsi i capelli usando un semplice tagliacapelli. Questa abitudine si è diffusa sempre più perché il tagliacapelli si è rivelato un apparecchio facile e semplice da usare anche a chi di taglio non ne capisce.

Risparmio sul tempo e risparmio sul prezzo

L’abitudine del fai da te non è sempre una cosa sbagliata anzi, in molte occasione si rivela utile saper svolgere un compito senza per forza rivolgersi a chi lo fa di mestiere, e ciò vale anche quando si desidera effettuare un taglio di capelli. Non c’è da stupirsi se il tagliacapelli è diventato il migliore amico dell’uomo: si tratta di un apparecchio che permette di risparmiare il tempo di attesa dal barbiere e di risolvere il problema del taglio in modo pratico e veloce. Gli uomini preferiscono usare il tagliacapelli perché consente di ottenere un tipo di taglio lineare senza dover prestare troppa attenzione a come si effettua il taglio, che risulterà sempre perfetto e adatto a tutti. Il tagliacapelli, quindi, è diventata davvero una valida alternativa alla snervante attesa che si è costretti a sopportare dal barbiere: non solo si risolve il problema in pochi minuti ma comodamente in casa propria e secondo le proprie tempistiche.

A favorire la scelta del tagliacapelli è anche il risparmio economico: se un tempo la macchinetta per i capelli era un’esclusiva dei saloni di parrucchieri e dei barbieri, oggi non è più così dato che lo sviluppo della tecnologia ha permesso di portare in casa questo utile apparecchio. Il barbiere in pochi minuti riesce a modellare il taglio come desiderato dal cliente e per due tocchi di macchinetta il prezzo è notevole: acquistare il singolo tagliacapelli è diventato più economico e il vantaggio è che è possibile scegliere il modello che più piace e che permette di stabilire in tutta libertà il tipo di taglio, senza sporcare troppo.

Un taglio per ciascun tagliacapelli

Come detto, la tecnologia ha permesso di portare in casa il tagliacapelli che prima era prerogativa dei barbieri, però, esistono numerosi modelli diversi di taglia capelli, da quelli che usano le lamelle d’acciaio ai modelli realizzati in ceramica e in titanio, fino agli apparecchi dall’impugnatura ergonomica, impermeabili o che usano batterie e chiavette Usb. Quale che sia il modello di tagliacapelli, ognuno è prodotto per soddisfare diversi tipi di pubblico, pertanto è bene scegliere il tipo più idoneo alle proprie necessità.

Per esempio, forse non tutti sanno che è possibile trovare un tagliacapelli che sia all’occasione anche regolabarba, oppure è possibile scegliere tra un modello più ergonomico e uno più potente, o tra quello che si caratterizza per le diverse funzioni e uno dal design sofisticato, l’importante è che si tratti di un prodotto soddisfacente e magari a poco prezzo.

Bacche di goji: un rimedio naturale che viene dall’Oriente

Sono entrate nel nostro vocabolario erboristico solo negli scorsi anni eppure hanno riscosso un gran successo di pubblico nelle nostre farmacie ed erboristerie: le bacche di goji, infatti, sono diventate un rimedio molto usato sia nella cosmetica che in cucina, dato che si sono rivelate ottime nella preparazione di zuppe e carni. Scopriamone insieme le caratteristiche.

Portentoso elisir di benessere o semplice condimento?

Provengono direttamente dal lontano Oriente le bacche di goji, che oggi sono diventate facilmente reperibili anche nei nostri supermercati, nelle grandi catene di erboristerie e di negozi di prodotti naturali, questo perché vengono considerate dei frutti dalle caratteristiche altamente benefiche. Infatti, assumere le bacche di goji contribuirebbero a ridare al nostro organismo un generale senso di benessere in quanto rafforzano le difese immunitarie, migliorano la capacità cognitiva e il livello di concentrazione, svolgono un’azione protettiva a livello della vista, favoriscono il normale funzionamento dell’apparato intestinale, contribuiscono a mitigare lo stress e la stanchezza fisica grazie alla loro azione energizzante, regolano l’equilibrio acido-basico del sangue e normalizzano il livello del pH.

Alcuni studi effettuati sugli effetti positivi delle bacche goji hanno dimostrato proprio come tali frutti riescano a migliorare diverse funzioni dell’organismo apportando numerosi benefici: per esempio, aiutano a contrastare l’insorgere di malattie cardiovascolari e infiammatorie, di patologie degenerative della vista e neurodegenerative. Le bacche, in più, rendono chi le assume un soggetto maggiormente resistente agli stress psico-fisici e inducono nell’organismo una generale sensazione di benessere. Questi studi, però, sono ancora in fase primordiale, per cui i risultati finora ottenuti non possono definirsi completi e dettagliati: le ricerche sulle bacche di goji, infatti, non sono ancora concluse per questo i medici consigliano di non abusarne perché esistono anche degli effetti collaterali che una eccessiva assunzione può indurre.

Bacche di goji: quali sono gli effetti collaterali

Come detto, gli studi sulle proprietà delle bacche di goji sono ancora in corso per questo i professionisti della medicina consigliano ai pazienti di non abusarne: esistono, infatti, delle controindicazioni proprio come in tutti gli alimenti e integratori, vediamone alcuni. È stato provato come l’assunzione delle bacche di goji sia altamente sconsigliata per tutti coloro che sono sotto terapia con farmaci anticoagulanti: assumere le bacche in contemporanea, infatti, può causare alterazioni degli effetti dei farmaci come, per esempio, svenimenti, cali di pressione, ecchimosi ed emorragie.

Alterazioni che si possono verificare anche per chi assume i farmaci antidepressivi o per la cura del diabete: infatti, interagendo con gli antidepressivi le bacche di goji possono provocare una eccessiva diminuzione della pressione, e ipotensione, vertigini, calo della glicemia e svenimenti con i farmaci per il diabete. Da non sottovalutare gli effetti indesiderati che questi frutti possono causare in alcuni soggetti , come nausee e vomito, quindi meglio rivolgersi a un medico prima di assumerne

Conoscere l’Argento colloidale: azioni e funzioni

Ormai anche i nostri medici ne parlano perché è utile per contrastare diverse patologie, l’argento colloidale è da sempre un efficace rimedio universale nella cura di diverse malattie perché riesce a debellare batteri come stafilococchi e streptococchi, virus e funghi agendo meglio di un antibiotico, senza portare effetti collaterali all’organismo.

L’importanza dell’argento colloidale nella medicina moderna

L’argento colloidale è una soluzione composta da particelle di argento ionizzate, ciò significa che si tratta di particella che sono elettricamente cariche tanto che restano come sospese nel solvente, senza sciogliersi. Proprio in base alle dimensioni di queste particelle, l’argento colloidale si presenta ai nostri occhi in diversi colori e ciò dipende dal grado di concentrazione delle particelle di argento. È possibile venire a contatto con argento colloidale colorato, ma il composto che si è rivelato migliore da usare è quello dalla colorazione trasparente. Infatti, la trasparenza dell’argento colloidale sta a indicare che le particelle di argento sono più sottili, il che riesce a renderle più facilmente assorbibili dalla pelle e dalle mucose.

Oltre alla colorazione diversa, questo particolare composto si presenta anche inodore e insapore e, diversamente da ciò che si potrebbe credere, l’argento colloidale non è assolutamente nocivo e, anzi, risulta innocuo anche a contatto con pelli più sensibili. Forse non tutti sanno che a usare l’argento colloidale erano già gli antichi greci che impiegavano gli ioni argento per la cura di vari tipi di infezioni e questo modo d’uso continuò finché l’argento non fu sostituito dai moderni antibiotici.

Dall’antichità a oggi: gli usi moderni dell’argento colloidale

All’inizio produrre prodotti a base di argento colloidale equivaleva a un investimento notevole, mentre la produzione di antibiotici era al contrario più economica per questo si finì man mano col non produrre più argento colloidale per cui gli antibiotici ebbero la meglio. Con i progressi della tecnologia applicata alla medicina, oggi l’uso e l’assunzione dell’argento colloidale è tornato in auge perché è diventato più economico di un antibiotico ed è possibile trovarlo in diversi formati, inoltre non induce effetti collaterali come molti antibiotici.

Rispetto agli antibiotici di uso moderno, l’argento colloidale è più efficace per contrastare i batteri perché ne blocca la riproduzione rendendo inattivi i loro enzimi vitali, per questo può essere usato contro diversi tipi di infezioni a livello topico e a livello sistemico, e ciò significa che è possibile assumerlo contro raffreddore, tosse, stati influenzali, sinusite, rinite allergica e asma, ma anche contro eritemi, micosi, herpes e psoriasi, cistiti, infezioni alla prostata, vaginiti e candida, e nella medicazione di tagli, ferite e scottature.

L’allenamento sul Tapis roulant: perché fa bene

Molto spesso trovare il tempo di iscriversi in palestra e frequentarne i corsi regolarmente è difficile, soprattutto se si conduce una vita frenetica che ci vuole sempre fuori a lavorare. Proprio per rispondere alle esigenze di quanti vorrebbero mantenersi in forma ma senza andare in palestra, il tapis roulant si rivela un ottimo alleato perché permette di effettuare un allenamento costante e quotidiano in casa propria.

Quando la corsa è casalinga: il tapis roulant

Quando non si ha il tempo di allenarsi in palestra si pensa subito di ‘portare la montagna a Maometto’ e di sistemare in casa l’attrezzo che più degli altri migliora lo stato generale del corpo, il tapis roulant. L’idea di attrezzare una piccola palestra in casa propria non è di certo nuova, ma sicuramente ha aiutato molte persone a potersi concentrare sia sul lavoro che sulla propria salute dato che, avere in casa gli attrezzi da palestra, consente di potersi allenare quando si vuole, e uno degli attrezzi che non può mancare in una palestra che si rispetti è proprio il tapis roulant.

Il tapis, infatti, è uno degli attrezzi più diffusi sia perché è di immediato e facile utilizzo, sia perché è possibile riporlo in un angolo in modo molto comodo, e permette di effettuare una molteplicità di allenamenti la cui difficoltà è possibile da regolare a seconda dei risultati che si desiderano conseguire. Diversi sono i modelli di tapis roulant oggi, ognuno con le proprie caratteristiche: per esempio, c’è il tapis cui è possibile effettuare diversi tipi di corsa a seconda del tipo di inclinazione, oppure ci sono quelli che hanno già programmati una serie di allenamenti diversi da poter effettuare in crescendo in base al proprio livello di preparazione sportiva.

Altri modelli di tapis roulant permettono di scegliere programmi di allenamento assolutamente completi e, pertanto, molto efficaci, mentre altri hanno programmi ad hoc per tonificare, rassodare e dimagrire. Il tapis roulant in casa, quindi, consente di svolgere un allenamento completo proprio come in palestra ma nel modo che si preferisce e a seconda delle proprie necessità.

Le comodità di casa e le fatiche della palestra: i programmi di allenamento del tapis

Il tapis roulant è davvero indispensabile per iniziare qualsiasi attività sportiva: se in palestra può servire come riscaldamento iniziale, in casa è decisamente necessario usare un programma che permetta anche di bruciare calorie e di tonificare i muscoli, per cui il tapis verrà usato per almeno trenta minuti e ad una certa andatura, dato che prima bisogna riscaldare i muscoli per consentire loro di bruciare massa grassa.

Ecco perché chi vuole mantenersi in forma nonostante gli impegni quotidiani, può attrezzare una mini palestra in casa per dedicarsi a un allenamento ad hoc. Naturalmente la spesa iniziale per il tapis è notevole però viene col tempo ben ammortizzata dato l’uso frequente che se ne farà.

Come preparare manicaretti con impastatrice planetaria

Quando si è appassionati di cucina, si sa che la migliore alleata delle proprie ricette è l’impastatrice planetaria. Tra tutti gli elettrodomestici che rientrano nei must have di una brava cuoca, l’impastatrice è uno di quelli che non dovrebbe mancare mai perché risulta utile sia per impastare pasta per pizza o per pasta che per creare dolci manicaretti.

Come funziona impastatrice planetaria?

L’impastatrice è uno di quegli elettrodomestici che non manca mai in una cucina che si rispetti perché date le sue funzioni, è possibile impiegarla per preparare diverse pietanze sia salate che dolci: grazie all’utilizzo dell impastatrice, infatti, si possono preparare ogni sorta di piatti, dalla pasta fatta in casa alla pizza napoletana alle torte e alle ciambelle, e tutto in modo semplice e veloce, dato a fare tutto il lavoro più faticoso facendo risparmiare tempo prezioso è l’elettrodomestico; impastatrice è detta planetaria perché il lavoro delle sue fruste ricorda proprio il movimento dei pianeti: le tre fruste di cui è dotata, infatti, sono capaci di raggiungere ogni parte della ciotola e permettono con il loro movimento di ottenere in breve tempo un impasto liscio e omogeneo.

L’impastatrice planetaria, quindi, gioca sul lavoro di una frusta a foglia, che serve per mescolare bene gli ingredienti, una a filo che è l’ideale da usare per sbattere le uova, montare la panna o frullare le creme, e la frusta a gancio, che serve per lavorare gli impasti con lieviti. Così fornito, l’apparecchio consente di ottenere qualsiasi tipo di pasta assicurando un risultato finale degno di un vero chef. Le tre fruste lavorano eseguendo un movimento rotatorio con cui sono in grado di raccogliere tutto l’impasto, lavorarlo in modo omogeneo e renderlo pronto per utilizzarlo.

Quale tipo di planetaria scegliere?

Oggi esistono diversi modelli di impastatrici planetarie, per cui se si è indecisi su quale sistemare nella propria cucina bisogna capire quale può corrispondere maggiormente alle proprie esigenze culinarie, e quindi ammettere che tipo di cuoca si è. Per esempio, se piace di più dilettarsi negli impasti per torte, quiche, pan di spagna, o nella creazione di creme, panna cotta o budini, e quindi si è maggiormente propensi a cucinare dolci, la planetaria potrebbe essere anche sostituita da un paio di semplici fruste, elettriche o manuali, dato che si tratta di pietanze che non richiedono sempre un lavoro di impasto peculiare.

Se invece non si preferisce lavorare solo ai dolci ma sperimentare un po’ di tutto, allora la planetaria può davvero rappresentare un’ottima alleata dato che si rivela da subito uno strumento molto versatile, capace di lavorare qualsiasi tipo di alimento, dal pane alla pasta alla pizza facendo risparmiare sulla pulizia di mestoli e pentole che si sarebbero usati.

La Torcia led: alleata contro il buio

La migliore alleata contro il buio è la torcia led. Avere una torcia subito a portata di mano può rivelarsi utile in molte occasioni, per questo molti sono coloro che preferiscono averla in casa o portarla con sé quando si esce, perché può risultare conveniente durante qualsiasi emergenza.

Perché avere una torcia led?

Diversi sono oggi i tipi di torce che è possibile trovare nei negozi specializzati e si ha letteralmente l’imbarazzo della scelta, sebbene preferire una torcia piuttosto che un’altra può sembrare molto facile. In realtà è proprio perché ci sono tanti modelli diversi che non si sa quale sia il migliore che può soddisfare le proprie esigenze e se si è neofiti è possibile accontentarsi semplicemente di una torcia led che illumini abbastanza, ma in realtà per effettuare una scelta razionale bisogna prendere in considerazione diversi elementi. Quali sono questi fattori che differenziano i tanti modelli di torce tanto da permettere una distinzione netta e capire la torcia led che fa al caso proprio?

Una prima distinzione che è possibile effettuare e che risulta tanto più utile quanto più si è neofiti del settore è quella relativa alle dimensioni: le torce, infatti, possono distinguersi le une dalle altre per dimensioni. Altra differenza sta nella tipologia di batterie che bisogna inserire per farle funzionare, e naturalmente la differenza principale è quella legata al prezzo, il fattore principale da cui dipende la propria scelta. Una volta deciso quale tra questi fattori si vuole privilegiare rispetto all’altro, come il peso e le dimensioni, o la modalità di luce e i lumens prodotti.

Come…

Al di là delle caratteristiche tecniche della torcia led, il fattore più importante da prendere in considerazione è anche quello del prezzo: costi diversi, infatti, rispecchiano le diverse qualità di una torcia. Ad esempio, una torcia sarà tanto più costosa se si differenzia per design moderno e accurato, o se prodotta con materiali anti graffi e anti cadute. Il prezzo è maggiore se la torcia comprendere anche una specifica certificazione che ne differenzia l’uso: dalla certificazione annessa è possibile capire subito se la torcia può essere usata anche sott’acqua. tra gli elementi più prettamente tecnologici, va considerato il riflettore e il vetro dello stesso, dato che se si tratta di buoni materiali possono fare la differenza sia a livello di costo che di prestazione.

Un altro fattore da non sottovalutare è la batteria: se non si intende usare la torcia led in modo occasionale o nei casi d’emergenza, la batteria da inserire non sarà di certo del tipo usa e getta, per cui è preferibile scegliere batterie ricaricabili nel momento in cui la torcia viene usata in modo più frequente, dato che le ricaricabili durano di più rispetto alle batterie normali, possono essere sfruttate centinaia di volte con il vantaggio di un notevole risparmio economico.

Olio di cocco: usi e proprietà

Sin dall’antichità l’olio di cocco veniva usato sia come prodotto dietetico che cosmetico e questo perché si è rivelato un efficace distruttore di microbi come batteri, virus e protozoi. Oggi l’olio di cocco più che in campo medico viene usato soprattutto in campo cosmetico tanto che molte creme per la pelle e per il viso sono a base di olio di cocco.

Come è possibile usare l’olio di cocco

L’olio di cocco oggi si può definire come un ingrediente multiuso dato che non solo viene usato in campo cosmetico ma anche medico infatti è un olio che giova particolarmente alla salute e alla bellezza del corpo umano, ma non tutti ne conoscono anche i possibili usi alternativi. Questo olio se incluso nella dieta quotidiana, può apportare innumerevoli benefici al nostro organismo dato che è in grado di dare supporto alla funzione tiroidea e a quella cardiaca, la sua assunzione apporta benefici anche al sistema nervoso e al sistema immunitario, è in grado di rinforzare e accelerare il metabolismo del grassi e giova alla pelle mantenendola sana e giovane.

Come detto, molti prodotti cosmetici oggi contengono olio di cocco e non bisogna meravigliarsi dato che le sue applicazione a livello estetico sono note fin dall’antichità infatti l’olio di cocco si è rivelato un coadiuvante di molto prodotti di bellezza e per la cura del corpo. Per esempio, se la pelle del corpo è particolarmente secca e arida, è possibile applicare l’olio di cocco per farla tornare morbida, vellutata e profumata, e lo stesso vale anche per la cura dei piedi, dato che l’olio può essere massaggiato sulle dita dei piedi per prevenire le infezioni dovute a funghi o per ammorbidire la pelle ispessita dei talloni. Anche sulle labbra screpolate o secche è possibile applicare una goccia di olio di cocco oppure lo si può trasformare in balsamo semplicemente versandolo in un barattolino di vetro e riponendolo in frigorifero.

I rimedi naturali dell’olio di cocco

Esistono però anche degli usi alternativi rispetto a quelli cosmetici e medici dell’olio di cocco che non tutti conoscono o possono immaginare: l’olio di cocco, per esempio, si rivela molto utile per togliere il chewing gum. Può capitare infatti che i bambini giocando tra loro si sporchino con la gamma da masticare che è difficile da togliere dai tessuti, però è sufficiente ungere il chewing gum con un po’ di olio di cocco per far sì che possa essere rimosso dai vestiti. Anche agli uomini può servire usare l’olio di cocco per agevolare la rasatura della barba: basta applicare sulla pelle un po’ di gocce cosi da facilitare lo scorrimento della lama del rasoio sul viso, ma l’olio compirà anche un’altra azione ovvero quella di favorire la cicatrizzazione di taglietti e di alleviare rossori causati dalla rasatura.

Mescolare olio di cocco a bicarbonato di sodio può essere un utile rimedio contro le macchie più ostinate di sanitari e piastrelle, mentre insieme a un cucchiaino di succo di limone serve per lucidare i mobili in legno, ma va applicato in poche quantità e con un panno morbido. Come antizanzare naturale basta unire l’olio di cocco all’olio essenziali di eucalipto o di geranio per evitare le fastidiose punture.

Benefici e proprietà dell’Alga spirulina

L’alga spirulina, ovvero la arthrospira platensis, è un’alga molto piccola che viene impiegata nella preparazione di integratori naturali perché, grazie alle sue proprietà benefiche, è in grado di rappresentare un valido rimedio medico per combattere alcune tipologie di malattie.

Radicali liberi e rughe i nemici dell’alga spirulina

L’alga spirulina è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche: infatti, questa piccola alga ha dimostrato di avere effetti positivi sul nostro organismo grazie all’alto contenuto di principi attivi di cui è ricca. Per questo oggi è ben nota anche in occidente ed è entrata prepotentemente a far parte degli integratori più comuni presenti nelle erboristerie e farmacie. Da chiarire che la spirulina è un’alga di acqua dolce, per questo si è rivelata naturalmente ricca di proteine e di una qualità di calcio vegetale dalle proprietà antitumorali. Proteine, aminoacidi essenziali, minerali come ferro, magnesio, potassio, selenio, calcio, vitamine B, A, C ed E, acidi grassi Omega 3 e Omega 6: tutto questo è possibile assimilare subito grazie a un integratore a base di alga spirulina, che in sé rappresenta davvero un alimento completo e bilanciato.

Assumere integratori a base di spirulina significa dare man forte al nostro organismo per normalizzare il livello di colesterolo presente nel sangue, ma vuol dire anche migliorare le funzioni del nostro sistema immunitario e aiutare la formazione delle guaine mieliniche che rivestono i nervi. L’alga spirulina però è anche molto ricca di antiossidanti come l’acido ascorbico o il beta-carotene, per questo è consigliata per contrastare la comparsa dei radicali liberi, e contro i primi segni di invecchiamento dei tessuti. Non bisogna stupirsi se viene preferita nei trattamenti anti-age.

Quando l’alga può essere cremosa

Come detto, innumerevoli sono le proprietà dell’alga spirulina per cui non sfruttarle tutte per il benessere dell’organismo sarebbe un nonsense: via libera, dunque, all’uso di cosmetici e creme a base di alga spirulina che aiutano a migliorare le funzioni delle ghiandole sebacee e a combattere l’acne, ma l’alga è ottima anche per stimolare il metabolismo della cute per questo andrebbero usate creme per la pelle del corpo a base di spirulina per donare morbidezza ed elasticità alla pelle.

Come base per gli integratori alimentari, l’alga spirulina è l’ideale per coloro che preferiscono evitare i multivitaminici sintetici: grazie al suo alto contenuto proteico, l’alga è adatta sia a chi pratica sport a livello agonistico e non e sia a chi invece preferisce svolgere attività più sedentarie, questo perché è in grado di fornire un apporto di ben 65-70 grami di proteine per 100 grammi di alimento. Anche per questo è consigliata a chi conduce un regime alimentare vegetariano e vegano. È possibile facilmente reperire l’alga spirulina sia in erboristeria che nei negozi di prodotti naturali ed è possibile trovarla in compresse, in polvere ma anche come fiocchi con cui condire diversi tipi di pietanze.

Quando la cannabis non è pericolosa

L’uso costante di cannabis ha effetti devastanti sulla salute dell’uomo, eppure è stato dimostrato che la marijuana è una droga o piuttosto una dipendenza molto meno pericolosa dell’alcol e del fumo. Vediamo insieme perché.

Gli effetti della cannabis e delle altre droghe

Come ognuno di noi sa, l’uso di marijuana non giova alla salute, soprattutto se tale uso si trasforma col tempo in un abuso della sostanza: diverse ricerche mediche hanno dimostrato quali siano gli effetti nocivi della cannabis sull’organismo umano e quali effetti causa l’uso continuativo della stessa, come il deterioramento cognitivo, lo sviluppo di malattie cardiovascolari, l’insorgere di tumori ai polmoni oltre all’evidente manifestazione di una dipendenza che si farà fatica a eliminare.

Nonostante gli usi terapeutici per cui la marijuana è stata anche in passato usata per contrastare l’insorgenza di malattie neurodegenerative, di ansia e dolori cronici, il suo utilizzo non fa proprio bene al corpo umano, eppure non è nemmeno così nocivo come lo è quello di alcol e fumo. Due ricercatori di Dresda hanno, infatti, dimostrato come la marijuana sia molto meno pericolosa di fumo e sostanze alcoliche: in pratica tra un soggetto che sia dipendente da alcol e fumo e un altro che lo sia di marijuana, quest’ultimo ha 114 possibilità in più di sopravvivenza rispetto all’altro.

Quali sono le droghe più pericolose

Quindi, come tasso di mortalità la dipendenza da marijuana è meno rischiosa di tabacco e alcol. Uno studio sulle droghe era già stato condotto in passato e già i suoi risultati avevano confermato che, tra le sostanze ricreazionali assunte e preferite tra i giovani, la marijuana era decisamente quella a più basso rischio di mortalità, ma non si aveva idea che la differenza fosse talmente ampia. Stabilire le percentuali di tasso di mortalità tra le diverse sostanze stupefacenti non è stato troppo difficile per i ricercatori di Dresda che hanno messo a confronto tra loro le dosi letali di ogni sostanza con le quantità usate in genere dai consumatori: da tale confronto è risultato che la marijuana era la sola sostanza meno pericolosa, mentre la sostanza più pericolosa è risultata l’alcol, seguita a ruota da eroina, cocaina, tabacco, estasi e metamfetamina.

Si tratta di una scoperta che potrebbe dar da pensare sulle vigenti politiche di proibizionismo della cannabis, che potrebbero diventare più permissive, al contrario si potrebbe pensare di regolare maggiormente e in modo più austero il consumo e la vendita di alcol e tabacco, soprattutto nei confronti dei giovani. Inutile sottolineare come tale ricerca non voglia approvare l’uso di marijuana o demonizzare quello di alcol e tabacco, solo chiarire il grado di tossicità delle sostanze prese in esame e quanto possa giovarne la salute del nostro corpo se si smettesse di dipendere da tali droghe.

Ecco perchè il cuore verde del Brasile sopravvive all’uomo

La foresta amazzonica è uno dei più grandi patrimoni naturali al mondo che l’uomo ha dimostrato, però, di non sapere curare né rispettare, eppure a fronte di un’azione dell’uomo sempre più presente e pesante, la foresta sta ancora lì: la deforestazione dell’Amazzonia, infatti, si è ridotta del 70% e ciò dà modo al polmone verde del pianeta di andare avanti e sopravvivere nonostante tutto.

La piaga della deforestazione

Solo negli anni 90 la foresta, infatti, si è vista privata di molte aree in cui molti alberi sono stati abbattuti per far spazio agli allevamenti e ai campi coltivati, mentre dal 2009 a oggi tale attività di deforestazione è diminuita parecchio. Com’è possibile che un’area in cui l’uomo ha perpetrato i suoi peggiori crimini contro la natura sia tornata a essere un’icona ambientale?

Naturalmente tale risultato non si è ottenuto dall’oggi al domani, ma è stato raggiunto in diversi anni a partire da quando il governo brasiliano ha deciso di intervenire finalmente nel recupero di quell’area. Dapprima il governo ha condotto una politica fatta di divieti e restrizioni facendo anche riferimento a ciò che il Brazilian Forest Code aveva emanato, ovvero l’obbligo per i proprietari terrieri di preservare il 50% della foresta amazzonica presente nei loro possedimenti.

Come si è ridotta la deforestazione amazzonica

Nonostante le buone intenzioni del governo di portare quella percentuale all’80%, ciò non accadde mai dato che i prezzi dei prodotti coltivati aumentarono al punto da far raddoppiare il numero di piantagioni e quindi si velocizzò ancora di più il fenomeno della deforestazione. A questo punto, il governo del Brasile ha cercato di raddoppiare i controlli al punto che la lotta per la foresta divenne una delle priorità del capo dello Stato, che mirava anche a instaurare una migliore collaborazione tra le parti politiche.

Inoltre, a favorire la riduzione della deforestazione è stata anche l’introduzione di nuove e migliori tecniche di selezione del bestiame per cui gli allevamenti si sono ridotti in quantità, inoltre fino al 2009 venne esercitato un profondo boicottaggio verso i proprietari terrieri: tali fattori, convergendo, hanno permesso un calo della deforestazione amazzonica. Nell’ultimo periodo quando si temeva per un ritorno alla deforestazione selvaggia dell’Amazzonia, il governo brasiliano ha attuato una strategia punitiva di tutti quei proprietari terrieri che più avevano fatto scempio della foresta, escludendoli dalla possibilità di godere di finanziamenti pubblici se non avessero migliorato la situazione nella propria area. Questi provvedimenti quindi si sono rivelati efficaci, dato che la deforestazione si è ridotta di molto rispetto agli anni precedenti, e tutto perché il Brasile ha cambiato la sua politica che ha trovato pieno appoggio da parte dei mercati.

Ambiente e tecnologia: sarà possibile un futuro insieme?

Una crescita a misura di ambiente: questo sarebbe l’ideale per permettere a natura e tecnologia di potersi sviluppare di pari passo senza che l’una soverchi l’altra, ma com’è possibile in una società che a tutt’oggi dimostra di gravitare e di svilupparsi intorno alla tecnologia?

Come è cambiato l’ecosistema ambientale

In quest’ultimo decennio in particolar modo si è assistito a un avanzamento dei cambiamenti climatici e ambientali tali da sconvolgere il normale andamento delle stagioni e così l’ecosistema, per questo si dovrebbe cercare di trovare una giusta combinazione tra ambiente e tecnologia per ridurre gli impatti negativi delle tecnologie e per renderle piuttosto un supporto in aiuto della natura.

Inutile sottolineare come il riscaldamento globale e il futuro del pianeta siano sempre al centro dell’attenzione di eventi e contesti internazionali in cui i grandi della Terra si esprimono in merito alle azioni da farsi per non peggiorare la situazione: per esempio, le Nazioni Unite si sono riunite proprio per discutere degli effetti dei cambiamenti climatici e per fissare alcuni potenziali obiettivi e accordi per l’anno in corso. Per prendere decisioni sull’ambiente di sicura applicazione, sarebbe opportuno eleggere una sorta di commissione che ogni anno vari un rapporto che possa diventare vero e proprio manifesto di una economia del clima da poter applicare e far applicare ovunque sul pianeta.

La trasformazione delle aree urbane

L’instaurazione di una commissione sul clima rappresenterebbe uno dei tanti modi di rivedere il tema e non di continuare a rimandarlo, ma di affrontarlo anche sul fronte del futuro sviluppo e della futura crescita delle aree urbane, che entro il 2030 saranno popolate dal 60% degli abitanti, per questo il presente è il momento adatto per capire come riorganizzare gli stili di vita delle popolazioni. Per esempio, si potrebbe effettuare un restyling delle zone urbane in cui si deve usare l’auto per gli spostamenti quotidiani: in tal caso si dovrebbe sviluppare una politica di trasporti completamente nuova in cui i mezzi abbiano nuove regole, di orari e di percorsi, tali da permettere a chiunque di svolgere le proprie attività quotidiane scegliendo coscientemente di lasciare a casa l’auto e spostarsi su bus, metro e tram.

Ciò sarebbe possibile anche se venissero avanzate delle nuove leggi per lo sfruttamento del suolo: tutto ciò necessiterebbe di investimenti notevoli, ma le città almeno ne gioverebbero perché potrebbero svilupparsi secondo un piano regolatore e non secondo le esigenze dei singoli gruppi di abitanti. La città del futuro, in cui non bisognerebbe più prendere l’auto per spostarsi da un punto all’altro quindi, vorrebbe anche l’esistenza di edifici più connessi e di un trasporto pubblico di massa più coeso e compatto, il che porterebbe a un risparmio enorme. Se ci fosse un risparmio sul fronte trasporti, si potrebbero effettuare altrettanti investimenti in altri settori, magari ripristinando le terre abbandonate, compiendo passi avanti nell’uso delle energie rinnovabili o estirpando una volta per tutte la spesa sui combustibili fossili.