La Rete cittadini contro la Turbogas di Aprilia è sbalordita dalla campagna di disinformazione che nei scorsi giorni è partita da alcuni articoli comparsi sulla stampa locale. Affermare che la Turbogas rappresenta un'occasione di sviluppo e di lavoro per Aprilia significa fingere di ignorare quanta parte dell'economia già presente sul territorio apriliano subirà un danno irreversibile dalla messa in esercizio di questo impianto, assolutamente non necessario nella nostra regione.
Costruire questo gigantesco impianto rappresenta un affare di ditte private a scapito di tutta la popolazione. Il lavoro temporaneo di qualche centinaio di operai nella fase di realizzazione della centrale è l'esempio di un'effimera ricaduta positiva che verrà pagata da centinaia di migliaia di persone con un danno permanente all'ambiente, alla qualità dell'aria e conseguentemente alla salute.
Non si parla, nel cercare di fare pubblicità positiva alla turbogas, di quanto si svaluteranno le nostre case nel raggio di chilomentri dalla centrale elettrica. Non si parla di quante aziende agricole non potranno più produrre alimenti sani e quanti prodotti agricoli perderanno i marchi di qualità. Sarà impossibile produrre verdura, frutta, vino ed olio biologico con grave danno per un'economia reale che oggi (e non domani) dà lavoro e profitti in modo stabile e costante a decine di migliaia di persone.
La turbogas di Aprilia produce polveri sottili, dire il contrario significa mentire sapendo di mentire. Le bugie su questo impianto inutile, costruito in mezzo ad una popolosa borgata di Aprilia, sono un insulto all'intelligenza di tutti i cittadini e le cittadine.
Energia meno cara? Uno specchietto per le allodole. Più casi di cancro, leucemia e asma: una drammatica certezza, prevedibile attraverso seri studi medici accreditati, ma soprattutto un danno evitabile: questa energia serve solo al profitto di una società quotata in borsa e ai suoi azionisti.
Il contesto ambientale in cui si è scelto di realizzare questa turbogas negli anni è profondamente mutato. Per questa ragione la Rete da più di un anno chiede che la Valutazione di Impatto Ambientale venga fatta da capo o almeno aggiornata e rivista, come prevede la legge italiana ed europea, alla luce dell'incontestabile modificazione
del contesto ambientale e della pericolosità di un impianto costruito tra le case di Campo di Carne e in prossimità di una scuola dell'infanzia.
Perciò la Rete è vicina alle migliaia di cittadini e cittadine preoccupati a ragione per la propria salute e per quella dei propri figli, ai molti agricoltori che guardano con apprensione al futuro delle proprie aziende e delle proprie produzioni. La Rete non intende lasciare il campo libero a chi diffonde falsità, a chi vuole far passare per innocuo e utile un impianto che è inutile, inquinante e pericoloso, realizzato senza che la Regione Lazio si sia dotata di un Piano energetico regionale e senza che, prima di inserire questa turbogas da 780 MW all'interno del contesto industriale apriliano, si sia fatta una Valutazione Ambientale Strategica di questo contesto nel suo insieme.
La Rete continuerà il proprio percorso di mobilitazione forte dell'appoggio di migliaia di uomini e donne che hanno capito come stanno veramente le cose e che non ci stanno a subire l'ennesimo sopruso dei potentati economici e della politica degli accattoni.
La Rete continuerà a informare correttamente tutti coloro che non sono interessati all'elemosina di una grossa società per azioni che, da un lato, (forse) toglie qualche euro in bolletta e, dall'altro, devasta ulteriormente un territorio, che invece andrebbe risanato ed allegerito dal carico che già oggi lo degrada, e condanna i residenti nel raggio di chilometri a respirare particolato ultrafine, causa accertata (tra l'altro) di leucemie e tumori.
La Rete Cittadini Contro la Turbogas di Aprilia
Il presidente Filippo Valenti
giovedì 11 febbraio 2010
Comunicato stampa
La Rete dei cittadini contro la Turbogas di Aprilia denuncia da anni l’inadeguatezza del sito scelto da Sorgenia per la realizzazione di una centrale elettrica da 780 MW, impianto che ha ricevuto nell’aprile 2008 una Dichiarazione di compatibilità territoriale “negativa”, ancora oggetto di contenzioso per la richiesta di annullamento presentata da Sorgenia al TAR Lazio, cui il Comune di Aprilia si sta opponendo.
Oltre al mancato rispetto di importanti prescrizioni, cui soggiace l’autorizzazione ministeriale alla costruzione della turbogas di Aprilia, il grave incidente occorso ad un impianto similare nel Connecticut nei giorni scorsi riporta tristemente alla ribalta la fondatezza delle preoccupazioni e delle denunce della Rete.
Quando nel 2003 si valutò positivamente l’impatto ambientale della turbogas di Aprilia, il contesto urbano, almeno “sulla carta”, era profondamente differente. Ora la Rete ritiene che vada da un lato difesa la compatibilità negativa data all’impianto, anche alla luce del Piano comunale di Protezione civile in fase di aggiornamento e approvazione, dall’altro che si richieda una revisione della Valutazione di Impatto Ambientale, che prenda in considerazione la realtà abitativa adiacente il sito in cui, pur in assenza di definitive certezze, Sorgenia ha cominciato a realizzare il megaimpianto di produzione energetica.
La tragedia del Connecticut pone inquietanti interrogativi sull’opportunità di realizzare un impianto potenzialmente molto pericoloso a ridosso di una industria a Rischio Incidente Rilevante come la Isagro, della linea ferroviaria Roma-Nettuno, di un centro abitato da più di 7000 persone e di una scuola dell’infanzia.
Il Comune di Aprilia ha notato di non avere il progetto ufficiale della centrale, depositato presso il MSE, e ne ha chiesta copia al ministero che, semplicemente, l’ha “negata”. La Rete dopo aver incastrato alle proprie responsabilità Bruno Agricola, ne constata la rimozione dal ruolo di direttore generale del MATTM. Queste reticenze e questa “fuga dalle responsabilità” potrebbero avere un costo sociale intollerabile.
Anche l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti ha dichiarato che l’Intesa regionale rilasciata per la costruzione della turbogas ad Aprilia potrà essere ritirata qualora siano venute meno le condizioni di sicurezza per la realizzazione di questa centrale elettrica.
Centrale di cui la Rete ribadisce l’inutilità e di cui, dopo la recente esplosione durante la fase di collaudo della turbogas di Middletown, denuncia l’estrema pericolosità. Un incidente come quello occorso alla centrale statunitense, isolata rispetto all’abitato, potrebbe avere conseguenze catastrofiche se avvenisse ad Aprilia tra la linea ferroviaria, il popoloso quartiere di Campo di Carne, una industria a rischio incidente rilevante e a meno di 2 chilometri dal centro della quarta città del Lazio per numero di abitanti.
Perciò, con ancor più grande apprensione, la Rete torna a chiedere con forza il rispetto delle leggi, dell’ambiente, della salute di centinaia di migliaia di persone e l’immediato blocco dei lavori presso il sito di Campo di Carne finché non sia fugato ogni dubbio sulla sicurezza della costruenda centrale.
LA RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA
Il presidente Filippo Valenti
martedì 26 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
COMUNICATO STAMPA
La Rete dei cittadini contro la Turbogas di Aprilia, alla luce delle ripetute reticenze del Ministero dell’Ambiente (MATTM) sul costruendo impianto di produzione elettrica noto come “turbogas” ad Aprilia, in merito alla perdita di efficacia della Valutazione di Impatto Ambientale del 22 gennaio 2004, cui soggiace l’Autorizzazione Unica del Ministero dello Sviluppo Economico del 02 ottobre 2006 alla costruzione dell’impianto suddetto, ha deciso di denunciare penalmente il Direttore Generale del MATTM Dr. Bruno Agricola per omissione d’atti d’ufficio.
La V.I.A. in questione risulta, inoltre, “gravemente viziata” dall’assenza della necessaria relazione paesaggistica, elemento che la Rete denuncia in una comunicazione inviata al Ministro Sandro Bondi.
La mancanza della relazione paesaggistica causerà inevitabilmente l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea, che causerà il pagamento di pesanti sanzioni da parte dello Stato italiano.
Per questa ragione la Rete, avendo ravvisato mediante il proprio legale Vanessa Ranieri che questa procedura d’infrazione causerà un danno all’Erario, scriverà alla Corte dei Conti per porre all’attenzione di questo organo dello Stato come questo danno erariale sia la diretta conseguenza dell’atteggiamento omissivo del MATTM rispetto alla validità della V.I.A. della turbogas di Aprilia ed ai “vizi di forma” in essa riscontrabili, come la suddetta assenza della relazione paesaggistica.
In relazione a questi aspetti di preoccupante e dolosa “cattiva gestione” del ruolo di controllo che il MATTM dovrebbe esercitare sulla validità delle prescrizioni cui soggiace l’Autorizzazione Unica del MSE del 02 ottobre 2006 e sulla validità di tutti i passaggi procedimentali che hanno portato al rilascio di questa autorizzazione ministeriale, la Rete intende reiterare l’ignorata richiesta d’incontro al Ministro Stefania Prestigiacomo, per illustrare questo preoccupante quadro di reticenze, omissioni e vizi di forma che rischia di costare caro al Ministero da lei guidato e alle casse dell’Erario, ovvero dello Stato italiano.
La Rete ha, inoltre, sottoscritto insieme a più di venti associazioni apriliane un appello al Comune di Aprilia perché proceda alla stesura e al collaudo di un Piano di Protezione Civile, relativo alla presenza ad oggi sul territorio comunale di ben quattro industrie a rischio incidente rilevante (R.I.R.) sottoposte a normativa “Seveso”. Questo contesto di alto rischio già presente ad Aprilia cozza fortemente con l’intenzione di realizzare in prossimità di una di queste industrie catalogate R.I.R., la Isagro, la gigantesca centrale a ciclo combinato da 750 megawatt, nota come centrale turbogas.
La Rete considera la prosecuzione dei lavori da parte di Sorgenia nel sito di Campo di Carne uno scempio del diritto, considerando che - oltre quanto suesposto - sono palesi le carenze nell’ottemperanza delle prescrizioni al decreto che autorizza la costruzione della centrale, mancando ancora ad oggi una dichiarazione di compatibilità territoriale “positiva” dell’impianto di produzione elettrica alimentato a gas naturale.
In forza di tutto quanto la Rete denuncia da anni e visto l’aggravarsi costante degli abusi che si stanno perpetrando, specificatamente in relazione alla prosecuzione dei lavori di costruzione della turbogas di Aprilia in un quadro “di fatto” e “di diritto” assolutamente allucinante, il movimento scenderà presto in piazza con nuove e forti iniziative popolari, per manifestare la propria indignazione per l’assoluto silenzio delle istituzioni, in questa vergognosa vicenda di disprezzo della legalità a vantaggio di interessi esclusivamente privati, che non porterebbero nessun beneficio al territorio di Aprilia e dintorni e a quanti vorrebbero continuare a viverci senza vedere raddoppiate le patologie letali per sé e per i propri cari.