COMUNICATO STAMPA
La Rete dei cittadini contro la Turbogas di Aprilia, alla luce delle ripetute reticenze del Ministero dell’Ambiente (MATTM) sul costruendo impianto di produzione elettrica noto come “turbogas” ad Aprilia, in merito alla perdita di efficacia della Valutazione di Impatto Ambientale del 22 gennaio 2004, cui soggiace l’Autorizzazione Unica del Ministero dello Sviluppo Economico del 02 ottobre 2006 alla costruzione dell’impianto suddetto, ha deciso di denunciare penalmente il Direttore Generale del MATTM Dr. Bruno Agricola per omissione d’atti d’ufficio.
La V.I.A. in questione risulta, inoltre, “gravemente viziata” dall’assenza della necessaria relazione paesaggistica, elemento che la Rete denuncia in una comunicazione inviata al Ministro Sandro Bondi.
La mancanza della relazione paesaggistica causerà inevitabilmente l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea, che causerà il pagamento di pesanti sanzioni da parte dello Stato italiano.
Per questa ragione la Rete, avendo ravvisato mediante il proprio legale Vanessa Ranieri che questa procedura d’infrazione causerà un danno all’Erario, scriverà alla Corte dei Conti per porre all’attenzione di questo organo dello Stato come questo danno erariale sia la diretta conseguenza dell’atteggiamento omissivo del MATTM rispetto alla validità della V.I.A. della turbogas di Aprilia ed ai “vizi di forma” in essa riscontrabili, come la suddetta assenza della relazione paesaggistica.
In relazione a questi aspetti di preoccupante e dolosa “cattiva gestione” del ruolo di controllo che il MATTM dovrebbe esercitare sulla validità delle prescrizioni cui soggiace l’Autorizzazione Unica del MSE del 02 ottobre 2006 e sulla validità di tutti i passaggi procedimentali che hanno portato al rilascio di questa autorizzazione ministeriale, la Rete intende reiterare l’ignorata richiesta d’incontro al Ministro Stefania Prestigiacomo, per illustrare questo preoccupante quadro di reticenze, omissioni e vizi di forma che rischia di costare caro al Ministero da lei guidato e alle casse dell’Erario, ovvero dello Stato italiano.
La Rete ha, inoltre, sottoscritto insieme a più di venti associazioni apriliane un appello al Comune di Aprilia perché proceda alla stesura e al collaudo di un Piano di Protezione Civile, relativo alla presenza ad oggi sul territorio comunale di ben quattro industrie a rischio incidente rilevante (R.I.R.) sottoposte a normativa “Seveso”. Questo contesto di alto rischio già presente ad Aprilia cozza fortemente con l’intenzione di realizzare in prossimità di una di queste industrie catalogate R.I.R., la Isagro, la gigantesca centrale a ciclo combinato da 750 megawatt, nota come centrale turbogas.
La Rete considera la prosecuzione dei lavori da parte di Sorgenia nel sito di Campo di Carne uno scempio del diritto, considerando che - oltre quanto suesposto - sono palesi le carenze nell’ottemperanza delle prescrizioni al decreto che autorizza la costruzione della centrale, mancando ancora ad oggi una dichiarazione di compatibilità territoriale “positiva” dell’impianto di produzione elettrica alimentato a gas naturale.
In forza di tutto quanto la Rete denuncia da anni e visto l’aggravarsi costante degli abusi che si stanno perpetrando, specificatamente in relazione alla prosecuzione dei lavori di costruzione della turbogas di Aprilia in un quadro “di fatto” e “di diritto” assolutamente allucinante, il movimento scenderà presto in piazza con nuove e forti iniziative popolari, per manifestare la propria indignazione per l’assoluto silenzio delle istituzioni, in questa vergognosa vicenda di disprezzo della legalità a vantaggio di interessi esclusivamente privati, che non porterebbero nessun beneficio al territorio di Aprilia e dintorni e a quanti vorrebbero continuare a viverci senza vedere raddoppiate le patologie letali per sé e per i propri cari.
LA RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA
Il presidente Filippo Valenti |